Bando PMI Filiera della Moda 2026: fino a 20 milioni per il Made in Italy tessile
La misura MIMIT da 100 milioni (L.34/2026, DM 6 agosto 2026) sostiene programmi di sviluppo delle PMI della filiera moda: investimenti, innovazione, formazione e R&S. Ecco chi può accedere, quanto vale e come prepararsi prima dell'apertura dello sportello.
In sintesi
Bando da 100 milioni per PMI della filiera moda (tessile, confezione, pelletteria, calzature): fino a 20 milioni per investimenti, innovazione e formazione. Contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato. Sportello non ancora aperto.
Il Made in Italy della moda vive una fase difficile: cali di ordini, filiera sotto pressione, subfornitori a rischio. Il Governo risponde con una misura dedicata e strutturale — non un bonus una tantum, ma un intervento da 100 milioni di euro pensato per rafforzare l'intera filiera produttiva nazionale. Ecco cos'è, a chi conviene davvero e come prepararsi in anticipo, visto che i termini di domanda non sono ancora aperti.
Cos'è e perché conta
La misura PMI operanti nella filiera della moda è stata istituita dall'articolo 3 della Legge 11 marzo 2026, n. 34 (la "Legge annuale sulle PMI") e disciplinata dal Decreto Ministeriale 6 agosto 2026 del MIMIT.
L'obiettivo dichiarato è preciso: sostenere programmi di sviluppo che rafforzino la competitività della filiera moda italiana, premiando in particolare:
- l'integrazione dei processi produttivi localizzati in Italia lungo l'intera filiera;
- l'utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea;
- i programmi presentati in forma congiunta da più imprese.
Tradotto: non finanzia il singolo capannone isolato, ma chi tiene (o riporta) valore e lavorazioni in Italia. È un segnale chiaro di politica industriale a favore della reshoring e del rafforzamento dei distretti.
A chi si rivolge
Possono accedere le piccole e medie imprese (PMI):
- regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese;
- operanti nella filiera della moda secondo le attività economiche individuate nell'allegato al DM 6 agosto 2026;
- in possesso dei requisiti previsti dal decreto.
Le forme giuridiche ammesse includono società di capitali, società di persone e ditte individuali. Le domande possono essere presentate da una singola PMI oppure congiuntamente da 3 a 6 imprese.
Attenzione al perimetro: "filiera della moda" non è solo il brand finale. Rientrano tessitura, tintoria, finissaggio, confezione, pelletteria, calzatura, accessori e le lavorazioni intermedie — secondo l'elenco di codici ATECO dell'allegato al decreto. Prima di investire tempo nella domanda, verifica che il tuo codice attività rientri nell'allegato ufficiale.
Quanto vale e quanto si può ottenere
- Dotazione complessiva: 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile.
- Programmi ammissibili: da 1 milione a 20 milioni di euro di importo.
- Nei programmi congiunti (3-6 imprese), il progetto della singola PMI partecipante non può essere inferiore a 200.000 euro.
Due riserve importanti nella ripartizione delle risorse:
- 25% riservato a micro e piccole imprese — un modo per non lasciare tutto ai player più grandi;
- 40% riservato ai programmi realizzati nel Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna).
Le agevolazioni sono concesse come contributo a fondo perduto e, su richiesta dell'impresa, anche come finanziamento agevolato, nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla disciplina europea applicabile. Le percentuali puntuali di fondo perduto dipendono dalle intensità di aiuto UE e saranno precisate nella modulistica attuativa: il DM rimanda alla disciplina europea, quindi non ci sono ancora aliquote fisse annunciate. Evita di dare per scontata una percentuale finché non esce il decreto direttoriale.
Cosa finanzia
I programmi di sviluppo possono comprendere:
- investimenti produttivi (macchinari, impianti, attrezzature);
- progetti di innovazione dei processi e dell'organizzazione;
- progetti di formazione del personale;
- attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nei casi previsti dal decreto.
È una misura "a 360°": permette di mettere sotto lo stesso ombrello l'ammodernamento del parco macchine, la riorganizzazione produttiva e la formazione — cosa che raramente un singolo bando consente.
Come si accede
L'accesso avviene tramite procedura valutativa a graduatoria: le domande vengono valutate e ordinate, non è un click-day a sportello. Questo significa che la qualità del progetto conta — servono un programma di sviluppo credibile, coerente con gli obiettivi di filiera, e una solida sostenibilità economico-finanziaria.
Punto onesto e cruciale: i termini e le modalità di presentazione delle domande NON sono ancora aperti. Saranno definiti con un successivo decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese. Ad oggi la misura è istituita e disciplinata, ma lo sportello non è operativo. Chi è interessato deve usare questa finestra per preparare il dossier, non per presentare domanda.
L'opportunità combo: come costruire il pacchetto
Trattandosi di programmi da 1-20 milioni, quasi nessuno li copre al 100% con un solo strumento. Ecco come ragionare in ottica di stack, tenendo conto delle regole di cumulo:
Combo 1 — Investimenti in macchinari. Sul fronte beni strumentali la Nuova Sabatini resta il riferimento per il contributo in conto interessi sui finanziamenti per macchinari e attrezzature nuove. Regola d'oro: mai cumulare due agevolazioni sugli stessi identici costi oltre le intensità UE — separa le voci di spesa tra il bando moda e la Sabatini.
Combo 2 — Credito e liquidità. Per la parte bancaria del programma, il Fondo di Garanzia PMI del Mediocredito Centrale può garantire fino all'80% dei finanziamenti per investimenti, riducendo il costo del credito e la richiesta di collaterale. È lo strumento naturale per rendere bancabile la quota non coperta da fondo perduto.
Combo 3 — Mezzogiorno. Se il programma è realizzato al Sud, la riserva del 40% è già un vantaggio, ma il Credito d'Imposta ZES Unica Mezzogiorno può aggiungersi sugli investimenti in beni strumentali (soglia minima 200.000 euro), nel rispetto dei limiti di cumulo UE e su costi distinti. Per progetti industriali di grande scala, i Contratti di Sviluppo di Invitalia sono l'alternativa sopra le soglie del bando moda.
Formazione. La quota formazione del programma può essere affiancata dai Fondi Interprofessionali (es. Fondimpresa Conto Formazione, sportello permanente) per coprire percorsi ulteriori, tenendo separate le spese rendicontate.
Scadenze e mosse pratiche
- Ora → apertura sportello: la data di domanda non è ancora fissata. Monitora l'uscita del decreto direttoriale MIMIT.
- Da fare subito: (1) verifica del codice ATECO nell'allegato al DM 6/8/2026; (2) definizione del perimetro del programma (investimenti + innovazione + formazione); (3) se sei micro/piccola o al Sud, valuta le riserve dedicate; (4) valuta la forma congiunta 3-6 imprese se fai parte di un distretto o hai partner di filiera stabili.
- Documenti da preparare: business plan del programma di sviluppo, preventivi macchinari, piano finanziario con la quota di finanziamento agevolato/bancario, dimostrazione dell'uso prevalente di semilavorati italiani/europei.
Regola d'oro finale
Questa non è una misura da rincorrere all'ultimo: è una misura da preparare in anticipo. Essendo a graduatoria valutativa, vince chi arriva con un progetto già maturo il giorno in cui apre lo sportello. I tre errori tipici da evitare:
- Aspettare l'apertura per iniziare a progettare — chi parte dopo il decreto direttoriale è già in ritardo.
- Dare per scontata la percentuale di fondo perduto — non è ancora fissata, dipende dalle intensità UE; costruisci il piano finanziario con prudenza.
- Cumulare male gli incentivi — mai due agevolazioni sugli stessi costi oltre i massimali UE; separa sempre le voci di spesa tra bando moda, Sabatini, ZES e Fondo di Garanzia.
Il Made in Italy della moda ha 100 milioni sul tavolo. Vincono le PMI che li vedono arrivare prima degli altri.
Ultimo aggiornamento dati: pagina ufficiale MIMIT, ultima modifica 10 settembre 2026. Fonti: MIMIT (mimit.gov.it), Legge 11 marzo 2026 n. 34 art. 3, Decreto Ministeriale 6 agosto 2026. I termini di presentazione domande saranno definiti da un successivo decreto direttoriale MIMIT.
Domande frequenti
Chi può richiedere il bando PMI Filiera della Moda 2026?+
Qual è l'importo massimo che si può ottenere?+
Quando apre lo sportello per le domande?+
Quale percentuale è a fondo perduto?+
Quali spese sono finanziabili?+
Sono previste riserve per micro/piccole imprese e Mezzogiorno?+
Il bando finanzia anche finanziamenti agevolati o solo fondo perduto?+
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