Green New Deal Italia 2026: 750 Milioni per la Transizione Ecologica delle Imprese
Progetti R&S e industrializzazione tra 3 e 40 M€ per decarbonizzazione, economia circolare, riduzione plastica e turismo sostenibile. Finanziamento agevolato FRI al 60% + banca 20% + fondo perduto fino al 15% (copertura fino al 95% dei costi).
In sintesi
Il Green New Deal Italia mette a disposizione 750 milioni per progetti R&S e industrializzazione (3-40 M€) con finanziamento agevolato FRI al 60%, cofinanziamento bancario al 20% e fondo perduto fino al 15%, coprendo fino al 95% dei costi e richiedendo attestazione creditizia bancaria obbligatoria.
Dato chiave
Sportello aperto senza scadenza · investimento €3-40M · FRI 60% + banca 20% + FP 15% · attestazione bancaria obbligatoria · cumulabile con Transizione 5.0 e ZES Unica
Green New Deal Italia 2026: 750 Milioni per la Transizione Ecologica delle Imprese
Il Green New Deal Italia è lo strumento con cui il MIMIT finanzia progetti di ricerca, sviluppo e industrializzazione delle PMI orientati alla transizione ecologica e circolare. Non è un tax credit e non è una Sabatini: è una misura da 750 milioni di euro complessivi (600 M di finanziamenti agevolati FRI + 150 M di fondo perduto) che accompagna investimenti tra 3 e 40 milioni di euro con durata da 12 a 36 mesi.
Sportello aperto dal 17 novembre 2022, termini aperti fino a esaurimento delle risorse. Nessuna corsa a graduatoria: valutazione secondo ordine di arrivo, ma con un vincolo importante — occorre una attestazione creditizia rilasciata da una banca convenzionata, senza la quale la domanda non è ammissibile.
In questa guida vediamo come funziona la misura, chi può candidarsi, come combinarla con Transizione 5.0, ZES Unica e Brevetti+, e quali sono i passi concreti per portare a casa un dossier competitivo.
Cosa è e perché conta
Il Green New Deal Italia è un intervento inquadrato nel Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS), disciplinato dal DM 1° dicembre 2021 del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il MEF, con termini attuativi definiti dal decreto direttoriale 23 agosto 2022. Ultima modifica ufficiale: 21 ottobre 2025.
Fonte ufficiale: mimit.gov.it/it/incentivi/green-new-deal. Soggetto gestore: MedioCredito Centrale (piattaforma fondocrescitasostenibile.mcc.it).
A differenza di Transizione 5.0 (che agisce come credito d'imposta ex post) o della Sabatini (che sussidia il tasso su un finanziamento bancario), il Green New Deal opera in modo integrato: attestazione bancaria a monte, finanziamento agevolato FRI al 60%, cofinanziamento bancario al 20%, e contributo a fondo perduto fino al 15% (o 10% conto impianti). L'impresa arriva con il progetto e con la banca: MIMIT/MCC valida, eroga e monitora.
Nel database di BandIntelligence trovi la scheda operativa in Green New Deal Italia — Fondo Crescita Sostenibile: sportello attivo, funding type misto, importo massimo €40M per progetto.
Chi può accedere
La misura si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi) che esercitano attività:
- industriali
- agroindustriali
- artigiane
- di servizi all'industria
- centri di ricerca
Forme giuridiche ammesse: società di capitali, società di persone, ditte individuali. Possibile presentare progetti in forma singola o congiunta (fino a 3 imprese per la procedura a sportello, fino a 5 per la procedura negoziale).
Un'attenzione importante: le attività di industrializzazione sono ammesse esclusivamente per le PMI. Le grandi imprese possono accedere solo alla parte di ricerca industriale e sviluppo sperimentale — non alla parte di trasformazione produttiva dello stabilimento. Questo è un filtro strategico che spesso viene sottovalutato in fase di candidatura.
Cosa finanzia
I progetti devono essere coerenti con almeno uno degli ambiti prioritari del Green New Deal italiano:
- Decarbonizzazione dell'economia
- Economia circolare
- Riduzione dell'uso della plastica e sostituzione con materiali alternativi
- Rigenerazione urbana
- Turismo sostenibile
- Adattamento e mitigazione dei rischi climatici sul territorio
Le attività ammissibili sono di due tipologie complementari:
- Ricerca industriale e sviluppo sperimentale — finalizzate a nuovi prodotti, processi o servizi, o al notevole miglioramento di quelli esistenti
- Industrializzazione (solo PMI) — con elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, per diversificare la produzione di uno stabilimento o trasformarne radicalmente il processo produttivo
I progetti devono inoltre:
- Essere realizzati in una o più unità locali sul territorio nazionale
- Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 M€ e non superiori a 40 M€
- Avere durata tra 12 e 36 mesi
- Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda (nessuna spesa retroattiva)
Quanto vale e che tipo di agevolazione
La struttura dell'agevolazione è a tre livelli combinati:
1. Finanziamento agevolato FRI (Fondo Rotativo per il sostegno alle Imprese) — pari al 60% dei costi di progetto, a tasso agevolato, erogato dalla Cassa Depositi e Prestiti.
2. Finanziamento bancario ordinario — pari al 20% dei costi di progetto, erogato dalla banca convenzionata che ha rilasciato l'attestazione creditizia.
3. Contributo a fondo perduto — con due percentuali distinte:
- 15% massimo come contributo alla spesa per attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e per l'acquisizione di prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione
- 10% massimo come contributo in conto impianti per l'acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione
Nel complesso, il pacchetto agevolativo può coprire fino al 95% dei costi di progetto (60% FRI + 20% banca + 15% FP), lasciando solo il 5% a carico dell'impresa come mezzi propri — un profilo di copertura raro in Italia.
Dotazione complessiva:
- 600 M€ per i finanziamenti agevolati (300 M sportello + 300 M negoziale)
- 150 M€ per i contributi a fondo perduto (75 M sportello + 75 M negoziale)
Le due procedure di accesso
La misura opera con due procedure distinte in base alla dimensione del progetto:
Procedura a sportello — per programmi tra 3 e 10 M€ di importo, con un massimo di 3 imprese partecipanti. Valutazione secondo ordine cronologico di arrivo. Ideale per progetti singoli di PMI o piccoli consorzi.
Procedura negoziale — per programmi tra 10 e 40 M€, con un massimo di 5 imprese partecipanti. Prevede una fase istruttoria più articolata, con confronto diretto tra impresa/consorzio, MIMIT e MCC. Adatta a filiere e progetti complessi.
L'attestazione creditizia: il collo di bottiglia
Il vero snodo operativo è che la domanda non è ammissibile senza attestazione bancaria. Prima ancora di caricare il dossier tecnico sulla piattaforma MCC, l'impresa deve:
- Individuare una banca convenzionata dall'elenco pubblicato e aggiornato sul sito di Cassa Depositi e Prestiti
- Ottenere un'idonea attestazione di disponibilità a concedere il finanziamento secondo il modello ufficiale (Addendum del 10 novembre 2022)
- Allegare l'attestazione al dossier di domanda
Senza attestazione la domanda viene rigettata in verifica formale. Questo significa che il percorso realistico è prima banca, poi MIMIT, non il contrario.
Le combo strategiche con altri strumenti
Il Green New Deal si presta a essere combinato con altri incentivi nel rispetto del massimale UE per singolo costo agevolato. Tre combinazioni concrete:
Combo 1 — Green New Deal + Transizione 5.0. Un'impresa manifatturiera che investe €8M in un progetto di R&S per decarbonizzazione, includendo l'acquisto di nuovi macchinari 4.0 con risparmio energetico certificato, può candidare la parte di ricerca e industrializzazione sul Green New Deal e capitalizzare i benefici fiscali sui macchinari con il Credito d'Imposta Transizione 5.0 (con la variante iperammortamento per investimenti dal 1° gennaio 2026 grazie al Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento). Il cumulo è ammesso se rispettato il massimale di aiuti sul costo agevolato.
Combo 2 — Green New Deal + ZES Unica Mezzogiorno. Un'impresa in Zona A (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Molise) che realizza un investimento in economia circolare da €15M presso una unità locale al Sud può presentare la parte di R&S sul Green New Deal (procedura negoziale) e sommare il Credito d'Imposta ZES Unica Mezzogiorno 2026 sui beni strumentali. La ZES Unica opera in automatico via credito d'imposta e amplia la copertura effettiva del progetto.
Combo 3 — Green New Deal + Brevetti+. Se il progetto include la valorizzazione di brevetti o la protezione della proprietà intellettuale sui nuovi processi/prodotti green, la spesa può essere agevolata separatamente con Brevetti+ 2026 — Valorizzazione Brevetti, mentre la parte tecnica di sviluppo resta sul Green New Deal. Utile per PMI che vogliono monetizzare il vantaggio competitivo derivante dalla R&S green.
Un quarto scenario da valutare per progetti sopra i 20 M€: la scelta tra Green New Deal (procedura negoziale) e Contratti di Sviluppo — Investimenti Produttivi con regime CISAF (dedicato alle tecnologie a zero emissioni). I due strumenti non sono cumulabili sullo stesso costo, ma vanno confrontati caso per caso in fase di pre-domanda: il CdS ha soglie di investimento più alte, il Green New Deal ha una struttura FRI + FP più semplice.
Cosa serve per presentare la domanda
Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma fondocrescitasostenibile.mcc.it del Soggetto gestore MCC, dal lunedì al venerdì tra le 10:00 e le 18:00.
Documentazione minima:
- Attestazione creditizia rilasciata da banca convenzionata (documento obbligatorio, senza il quale la domanda non è ammissibile)
- Business plan pluriennale con proiezioni economico-finanziarie
- Piano dettagliato del progetto con articolazione delle attività di R&S e (se PMI) industrializzazione
- Descrizione tecnica del progetto con evidenza della coerenza rispetto agli ambiti Green New Deal
- Piano dei costi ammissibili per capitolo di spesa (personale, strumentazione, consulenze, materiali, servizi)
- Dichiarazioni antimafia e regolarità contributiva (DURC)
- Per progetti congiunti: accordo di collaborazione tra imprese partecipanti
Prima di caricare la domanda è fondamentale avviare la procedura di precompilazione nell'area riservata MCC — attiva dal 4 novembre 2022 in modo continuativo — per validare la coerenza formale del dossier.
Timeline realistica
- T-30 gg: primo contatto con banca convenzionata, avvio istruttoria per attestazione creditizia
- T-15 gg: precompilazione dossier su piattaforma MCC, verifica coerenza formale
- T0: presentazione domanda con attestazione allegata
- T0 + 30-60 gg: verifica formale MCC
- T0 + 60-120 gg: istruttoria di merito (per procedura a sportello)
- T0 + 120-180 gg: per procedura negoziale, fase di confronto con MIMIT
- T0 + 6 mesi circa: provvedimento di ammissione, convenzione MCC/CDP
- T0 + 6 mesi → +42 mesi: realizzazione del progetto (12-36 mesi + eventuali proroghe)
- Erogazioni: per SAL, secondo lo stato di avanzamento certificato
Errori tipici da evitare
- Avviare il progetto prima della domanda — le spese sostenute prima della presentazione non sono ammissibili in nessun caso
- Presentare senza attestazione bancaria — è il primo motivo di rigetto in verifica formale
- Confondere sportello e negoziale — sotto €10M solo sportello, sopra €10M solo negoziale; non si può "scegliere"
- Grandi imprese che candidano industrializzazione — vietato dal DM, solo R&S per grandi
- Sottodimensionare la coerenza con gli ambiti Green New Deal — un progetto R&S "generico" con vaghi riferimenti alla sostenibilità viene rigettato; occorre documentare l'ancoraggio specifico a decarbonizzazione, economia circolare, riduzione plastica, ecc.
- Ignorare le durate — sotto 12 mesi o sopra 36 mesi non ammissibile
- Dimenticare che il co-finanziamento bancario 20% deve essere effettivo — la banca deve confermare in fase di erogazione, non solo attestare a monte
La regola d'oro
Il Green New Deal Italia non è un tax credit ex post: è un finanziamento strutturato ex ante dove la banca gioca un ruolo di pari passo con il MIMIT. La differenza tra chi porta a casa il 95% di copertura e chi si ferma al rigetto formale sta in tre elementi: coerenza specifica con gli ambiti Green New Deal, qualità dell'attestazione creditizia, e articolazione tecnica del progetto (R&S ben separata dall'industrializzazione, con costi ammissibili classificati correttamente per capitolo).
Se stai valutando un progetto green tra €3 e €40M, la sequenza corretta è: prima incontro tecnico con MCC + banca convenzionata (per validare la sostenibilità finanziaria), poi verifica cumulabilità con Transizione 5.0 e ZES Unica sui singoli costi, poi presentazione della domanda con dossier completo. La finestra è aperta ma le risorse sono limitate: chi arriva prima con documentazione robusta vince l'ordine cronologico dello sportello.
Fonti ufficiali:
- MIMIT — Green New Deal Italia
- DM 1° dicembre 2021 — Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare
- Decreto Direttoriale 23 agosto 2022 — Termini e modalità di presentazione delle domande
- Piattaforma MCC — Fondo Crescita Sostenibile
- CDP — Pagina dedicata Green New Deal
- FAQ ufficiali MIMIT — Green New Deal
Domande frequenti
Chi può richiedere il Green New Deal Italia?+
Qual è l'importo minimo e massimo per un progetto?+
Come è strutturato il finanziamento?+
Quale requisito obbligatorio non deve mancare nella domanda?+
Quali sono gli ambiti prioritari finanziabili?+
Qual è la differenza tra procedura a sportello e procedura negoziale?+
Il Green New Deal si può combinare con altri incentivi?+
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