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GUIDA · MANIFATTURA·8 Luglio 2026·Aggiornato il 8 Luglio 2026·9 lettura

Green New Deal Italia 2026: 750 Milioni per la Transizione Ecologica delle Imprese

Progetti R&S e industrializzazione tra 3 e 40 M€ per decarbonizzazione, economia circolare, riduzione plastica e turismo sostenibile. Finanziamento agevolato FRI al 60% + banca 20% + fondo perduto fino al 15% (copertura fino al 95% dei costi).

In sintesi

Il Green New Deal Italia mette a disposizione 750 milioni per progetti R&S e industrializzazione (3-40 M€) con finanziamento agevolato FRI al 60%, cofinanziamento bancario al 20% e fondo perduto fino al 15%, coprendo fino al 95% dei costi e richiedendo attestazione creditizia bancaria obbligatoria.

Dato chiave

Sportello aperto senza scadenza · investimento €3-40M · FRI 60% + banca 20% + FP 15% · attestazione bancaria obbligatoria · cumulabile con Transizione 5.0 e ZES Unica

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Green New Deal Italia 2026: 750 Milioni per la Transizione Ecologica delle Imprese

Il Green New Deal Italia è lo strumento con cui il MIMIT finanzia progetti di ricerca, sviluppo e industrializzazione delle PMI orientati alla transizione ecologica e circolare. Non è un tax credit e non è una Sabatini: è una misura da 750 milioni di euro complessivi (600 M di finanziamenti agevolati FRI + 150 M di fondo perduto) che accompagna investimenti tra 3 e 40 milioni di euro con durata da 12 a 36 mesi.

Sportello aperto dal 17 novembre 2022, termini aperti fino a esaurimento delle risorse. Nessuna corsa a graduatoria: valutazione secondo ordine di arrivo, ma con un vincolo importante — occorre una attestazione creditizia rilasciata da una banca convenzionata, senza la quale la domanda non è ammissibile.

In questa guida vediamo come funziona la misura, chi può candidarsi, come combinarla con Transizione 5.0, ZES Unica e Brevetti+, e quali sono i passi concreti per portare a casa un dossier competitivo.

Cosa è e perché conta

Il Green New Deal Italia è un intervento inquadrato nel Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS), disciplinato dal DM 1° dicembre 2021 del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il MEF, con termini attuativi definiti dal decreto direttoriale 23 agosto 2022. Ultima modifica ufficiale: 21 ottobre 2025.

Fonte ufficiale: mimit.gov.it/it/incentivi/green-new-deal. Soggetto gestore: MedioCredito Centrale (piattaforma fondocrescitasostenibile.mcc.it).

A differenza di Transizione 5.0 (che agisce come credito d'imposta ex post) o della Sabatini (che sussidia il tasso su un finanziamento bancario), il Green New Deal opera in modo integrato: attestazione bancaria a monte, finanziamento agevolato FRI al 60%, cofinanziamento bancario al 20%, e contributo a fondo perduto fino al 15% (o 10% conto impianti). L'impresa arriva con il progetto e con la banca: MIMIT/MCC valida, eroga e monitora.

Nel database di BandIntelligence trovi la scheda operativa in Green New Deal Italia — Fondo Crescita Sostenibile: sportello attivo, funding type misto, importo massimo €40M per progetto.

Chi può accedere

La misura si rivolge a imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi) che esercitano attività:

  • industriali
  • agroindustriali
  • artigiane
  • di servizi all'industria
  • centri di ricerca

Forme giuridiche ammesse: società di capitali, società di persone, ditte individuali. Possibile presentare progetti in forma singola o congiunta (fino a 3 imprese per la procedura a sportello, fino a 5 per la procedura negoziale).

Un'attenzione importante: le attività di industrializzazione sono ammesse esclusivamente per le PMI. Le grandi imprese possono accedere solo alla parte di ricerca industriale e sviluppo sperimentale — non alla parte di trasformazione produttiva dello stabilimento. Questo è un filtro strategico che spesso viene sottovalutato in fase di candidatura.

Cosa finanzia

I progetti devono essere coerenti con almeno uno degli ambiti prioritari del Green New Deal italiano:

  • Decarbonizzazione dell'economia
  • Economia circolare
  • Riduzione dell'uso della plastica e sostituzione con materiali alternativi
  • Rigenerazione urbana
  • Turismo sostenibile
  • Adattamento e mitigazione dei rischi climatici sul territorio

Le attività ammissibili sono di due tipologie complementari:

  • Ricerca industriale e sviluppo sperimentale — finalizzate a nuovi prodotti, processi o servizi, o al notevole miglioramento di quelli esistenti
  • Industrializzazione (solo PMI) — con elevato contenuto di innovazione e sostenibilità, per diversificare la produzione di uno stabilimento o trasformarne radicalmente il processo produttivo

I progetti devono inoltre:

  • Essere realizzati in una o più unità locali sul territorio nazionale
  • Prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 3 M€ e non superiori a 40 M€
  • Avere durata tra 12 e 36 mesi
  • Essere avviati successivamente alla presentazione della domanda (nessuna spesa retroattiva)

Quanto vale e che tipo di agevolazione

La struttura dell'agevolazione è a tre livelli combinati:

1. Finanziamento agevolato FRI (Fondo Rotativo per il sostegno alle Imprese) — pari al 60% dei costi di progetto, a tasso agevolato, erogato dalla Cassa Depositi e Prestiti.

2. Finanziamento bancario ordinario — pari al 20% dei costi di progetto, erogato dalla banca convenzionata che ha rilasciato l'attestazione creditizia.

3. Contributo a fondo perduto — con due percentuali distinte:

  • 15% massimo come contributo alla spesa per attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e per l'acquisizione di prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione
  • 10% massimo come contributo in conto impianti per l'acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione

Nel complesso, il pacchetto agevolativo può coprire fino al 95% dei costi di progetto (60% FRI + 20% banca + 15% FP), lasciando solo il 5% a carico dell'impresa come mezzi propri — un profilo di copertura raro in Italia.

Dotazione complessiva:

  • 600 M€ per i finanziamenti agevolati (300 M sportello + 300 M negoziale)
  • 150 M€ per i contributi a fondo perduto (75 M sportello + 75 M negoziale)

Le due procedure di accesso

La misura opera con due procedure distinte in base alla dimensione del progetto:

Procedura a sportello — per programmi tra 3 e 10 M€ di importo, con un massimo di 3 imprese partecipanti. Valutazione secondo ordine cronologico di arrivo. Ideale per progetti singoli di PMI o piccoli consorzi.

Procedura negoziale — per programmi tra 10 e 40 M€, con un massimo di 5 imprese partecipanti. Prevede una fase istruttoria più articolata, con confronto diretto tra impresa/consorzio, MIMIT e MCC. Adatta a filiere e progetti complessi.

L'attestazione creditizia: il collo di bottiglia

Il vero snodo operativo è che la domanda non è ammissibile senza attestazione bancaria. Prima ancora di caricare il dossier tecnico sulla piattaforma MCC, l'impresa deve:

  1. Individuare una banca convenzionata dall'elenco pubblicato e aggiornato sul sito di Cassa Depositi e Prestiti
  2. Ottenere un'idonea attestazione di disponibilità a concedere il finanziamento secondo il modello ufficiale (Addendum del 10 novembre 2022)
  3. Allegare l'attestazione al dossier di domanda

Senza attestazione la domanda viene rigettata in verifica formale. Questo significa che il percorso realistico è prima banca, poi MIMIT, non il contrario.

Le combo strategiche con altri strumenti

Il Green New Deal si presta a essere combinato con altri incentivi nel rispetto del massimale UE per singolo costo agevolato. Tre combinazioni concrete:

Combo 1 — Green New Deal + Transizione 5.0. Un'impresa manifatturiera che investe €8M in un progetto di R&S per decarbonizzazione, includendo l'acquisto di nuovi macchinari 4.0 con risparmio energetico certificato, può candidare la parte di ricerca e industrializzazione sul Green New Deal e capitalizzare i benefici fiscali sui macchinari con il Credito d'Imposta Transizione 5.0 (con la variante iperammortamento per investimenti dal 1° gennaio 2026 grazie al Nuovo Piano Transizione 5.0 — Iperammortamento). Il cumulo è ammesso se rispettato il massimale di aiuti sul costo agevolato.

Combo 2 — Green New Deal + ZES Unica Mezzogiorno. Un'impresa in Zona A (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Molise) che realizza un investimento in economia circolare da €15M presso una unità locale al Sud può presentare la parte di R&S sul Green New Deal (procedura negoziale) e sommare il Credito d'Imposta ZES Unica Mezzogiorno 2026 sui beni strumentali. La ZES Unica opera in automatico via credito d'imposta e amplia la copertura effettiva del progetto.

Combo 3 — Green New Deal + Brevetti+. Se il progetto include la valorizzazione di brevetti o la protezione della proprietà intellettuale sui nuovi processi/prodotti green, la spesa può essere agevolata separatamente con Brevetti+ 2026 — Valorizzazione Brevetti, mentre la parte tecnica di sviluppo resta sul Green New Deal. Utile per PMI che vogliono monetizzare il vantaggio competitivo derivante dalla R&S green.

Un quarto scenario da valutare per progetti sopra i 20 M€: la scelta tra Green New Deal (procedura negoziale) e Contratti di Sviluppo — Investimenti Produttivi con regime CISAF (dedicato alle tecnologie a zero emissioni). I due strumenti non sono cumulabili sullo stesso costo, ma vanno confrontati caso per caso in fase di pre-domanda: il CdS ha soglie di investimento più alte, il Green New Deal ha una struttura FRI + FP più semplice.

Cosa serve per presentare la domanda

Le domande si presentano esclusivamente online sulla piattaforma fondocrescitasostenibile.mcc.it del Soggetto gestore MCC, dal lunedì al venerdì tra le 10:00 e le 18:00.

Documentazione minima:

  • Attestazione creditizia rilasciata da banca convenzionata (documento obbligatorio, senza il quale la domanda non è ammissibile)
  • Business plan pluriennale con proiezioni economico-finanziarie
  • Piano dettagliato del progetto con articolazione delle attività di R&S e (se PMI) industrializzazione
  • Descrizione tecnica del progetto con evidenza della coerenza rispetto agli ambiti Green New Deal
  • Piano dei costi ammissibili per capitolo di spesa (personale, strumentazione, consulenze, materiali, servizi)
  • Dichiarazioni antimafia e regolarità contributiva (DURC)
  • Per progetti congiunti: accordo di collaborazione tra imprese partecipanti

Prima di caricare la domanda è fondamentale avviare la procedura di precompilazione nell'area riservata MCC — attiva dal 4 novembre 2022 in modo continuativo — per validare la coerenza formale del dossier.

Timeline realistica

  • T-30 gg: primo contatto con banca convenzionata, avvio istruttoria per attestazione creditizia
  • T-15 gg: precompilazione dossier su piattaforma MCC, verifica coerenza formale
  • T0: presentazione domanda con attestazione allegata
  • T0 + 30-60 gg: verifica formale MCC
  • T0 + 60-120 gg: istruttoria di merito (per procedura a sportello)
  • T0 + 120-180 gg: per procedura negoziale, fase di confronto con MIMIT
  • T0 + 6 mesi circa: provvedimento di ammissione, convenzione MCC/CDP
  • T0 + 6 mesi → +42 mesi: realizzazione del progetto (12-36 mesi + eventuali proroghe)
  • Erogazioni: per SAL, secondo lo stato di avanzamento certificato

Errori tipici da evitare

  • Avviare il progetto prima della domanda — le spese sostenute prima della presentazione non sono ammissibili in nessun caso
  • Presentare senza attestazione bancaria — è il primo motivo di rigetto in verifica formale
  • Confondere sportello e negoziale — sotto €10M solo sportello, sopra €10M solo negoziale; non si può "scegliere"
  • Grandi imprese che candidano industrializzazione — vietato dal DM, solo R&S per grandi
  • Sottodimensionare la coerenza con gli ambiti Green New Deal — un progetto R&S "generico" con vaghi riferimenti alla sostenibilità viene rigettato; occorre documentare l'ancoraggio specifico a decarbonizzazione, economia circolare, riduzione plastica, ecc.
  • Ignorare le durate — sotto 12 mesi o sopra 36 mesi non ammissibile
  • Dimenticare che il co-finanziamento bancario 20% deve essere effettivo — la banca deve confermare in fase di erogazione, non solo attestare a monte

La regola d'oro

Il Green New Deal Italia non è un tax credit ex post: è un finanziamento strutturato ex ante dove la banca gioca un ruolo di pari passo con il MIMIT. La differenza tra chi porta a casa il 95% di copertura e chi si ferma al rigetto formale sta in tre elementi: coerenza specifica con gli ambiti Green New Deal, qualità dell'attestazione creditizia, e articolazione tecnica del progetto (R&S ben separata dall'industrializzazione, con costi ammissibili classificati correttamente per capitolo).

Se stai valutando un progetto green tra €3 e €40M, la sequenza corretta è: prima incontro tecnico con MCC + banca convenzionata (per validare la sostenibilità finanziaria), poi verifica cumulabilità con Transizione 5.0 e ZES Unica sui singoli costi, poi presentazione della domanda con dossier completo. La finestra è aperta ma le risorse sono limitate: chi arriva prima con documentazione robusta vince l'ordine cronologico dello sportello.


Fonti ufficiali:

Domande frequenti

Chi può richiedere il Green New Deal Italia?+
Possono accedere imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie, grandi) che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all'industria o centri di ricerca. Le attività di industrializzazione sono però riservate esclusivamente alle PMI; le grandi imprese possono accedere solo alla parte di ricerca e sviluppo.
Qual è l'importo minimo e massimo per un progetto?+
L'importo deve essere compreso tra 3 e 40 milioni di euro, con durata progettuale tra 12 e 36 mesi.
Come è strutturato il finanziamento?+
Il pacchetto agevolativo copre fino al 95% dei costi: finanziamento agevolato FRI al 60%, cofinanziamento bancario al 20%, e fondo perduto dal 10% al 15% a seconda della tipologia di spesa (15% per R&S e consulenze, 10% per impianti). L'impresa copre il 5% con mezzi propri.
Quale requisito obbligatorio non deve mancare nella domanda?+
L'attestazione creditizia rilasciata da una banca convenzionata è obbligatoria: senza di essa la domanda viene rigettata in verifica formale. Occorre ottenerla prima di presentare la candidatura sulla piattaforma MCC.
Quali sono gli ambiti prioritari finanziabili?+
Decarbonizzazione dell'economia, economia circolare, riduzione dell'uso della plastica, rigenerazione urbana, turismo sostenibile, adattamento e mitigazione dei rischi climatici. Il progetto deve coerire con almeno uno di questi ambiti.
Qual è la differenza tra procedura a sportello e procedura negoziale?+
La procedura a sportello è per progetti tra 3 e 10 M€ (max 3 imprese), valutazione per ordine di arrivo. La procedura negoziale è per progetti tra 10 e 40 M€ (max 5 imprese), con fase istruttoria più articolata e confronto diretto con MIMIT.
Il Green New Deal si può combinare con altri incentivi?+
Sì, è possibile cumularla con Transizione 5.0 (su macchinari 4.0), ZES Unica Mezzogiorno (credito d'imposta su beni strumentali al Sud) e Brevetti+ (su valorizzazione IP). Il cumulo deve rispettare i massimali UE per singolo costo agevolato.

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