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GUIDA · MANIFATTURA·1 Luglio 2026·Aggiornato il 1 Luglio 2026·8 lettura

Contratti di Sviluppo Invitalia 2026: la Guida ai Grandi Investimenti

Investimenti da 7,5 a oltre 50 M€ nel settore industriale, agroindustriale e ambientale. Fondo perduto + finanziamento agevolato, sportello sempre aperto, procedura fast track per i progetti strategici.

In sintesi

I Contratti di Sviluppo Invitalia finanziano investimenti industriali, agroindustriali e ambientali da 7,5 a oltre 50 milioni con fondo perduto + finanziamento agevolato, senza scadenza fissa. Per progetti strategici oltre 50 M€ è disponibile procedura fast track con tempi ridotti.

Dato chiave

Sportello aperto senza scadenza · investimento minimo 7,5-20 M€ · fast track sopra i 50 M€ · cumulabile con Sabatini, ZES Unica e Transizione 5.0

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Contratti di Sviluppo Invitalia 2026: la Guida ai Grandi Investimenti

I Contratti di Sviluppo sono lo strumento con cui l'Italia finanzia i progetti industriali, agroindustriali e ambientali di dimensione rilevante. Non è un bando di corsa allo sportello: è uno strumento negoziale, senza scadenza-lampo, che accompagna un investimento per 36 mesi (più 18 di proroga eventuale) e che può assorbire una quota molto consistente delle spese ammissibili sotto forma di fondo perduto + finanziamento agevolato.

È lo strumento giusto quando l'investimento pianificato supera i 7,5 milioni (agroindustria o turismo in aree interne) o i 20 milioni (industria, tutela ambientale, turismo generalista). Per progetti "strategici" da almeno 50 milioni si accede alla procedura fast track con tempi istruttori ridotti.

Sportello aperto, senza scadenza fissa dichiarata dal DM. In questa guida mettiamo in fila cosa serve davvero per candidarsi, come combinare i Contratti di Sviluppo con Sabatini, ZES Unica e Transizione 5.0, e su quali criteri viene giocata la valutazione.

Cosa sono e perché contano

Il Contratto di Sviluppo (CdS) è disciplinato dal DM 9 dicembre 2014 e successive modifiche, in ultima istanza aggiornato dal DM 6 novembre 2024 (che ha rivisto le regole del comparto turistico e agroindustriale) e dal nuovo regime CISAF — introdotto con il DM 24 novembre 2025 e autorizzato dalla Commissione Europea con decisione C(2025) 8433 del 9 dicembre 2025 — dedicato alle tecnologie a zero emissioni nette.

Lo strumento è gestito da Invitalia come Soggetto Gestore. Fonte ufficiale: invitalia.it/incentivi-e-strumenti/contratto-di-sviluppo.

A differenza dei bandi standard, il CdS non ha una scadenza a graduatoria: le domande vengono valutate in ordine di presentazione, secondo la dotazione delle risorse disponibili per ciascuno sportello (ordinario, semiconduttori, autobus elettrici, automotive, PN RIC). L'iter è così scandito: verifica formale (30 giorni), attesa risorse, istruttoria (90 giorni se documentazione completa), firma contratto, attuazione (36 mesi + 18 mesi di eventuale proroga), erogazioni per un massimo di 5 SAL.

Nel database di BandIntelligence trovi la scheda operativa in Contratti di Sviluppo — Investimenti Produttivi: sportello attivo, importo massimo agevolato indicato €50M, funding type misto (fondo perduto + finanziamento agevolato).

Chi può accedere

Il CdS si rivolge a imprese italiane ed estere di ogni dimensione — micro, piccole, medie e grandi. Le forme giuridiche ammesse comprendono società di capitali, società di persone, ditte individuali e cooperative.

I destinatari possono essere:

  • Impresa proponente (obbligatoria), che promuove l'iniziativa
  • Eventuali imprese aderenti (fino a un massimo di 4), che realizzano progetti di investimento nell'ambito dello stesso Contratto di Sviluppo
  • Soggetti partecipanti ad eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione connessi

Attenzione al vincolo dimensionale sul territorio. Le regole cambiano in base alla localizzazione e alla tipologia di investimento:

  • Zone A (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Molise, più specifici comuni della carta aiuti): investimenti ammissibili per imprese di tutte le dimensioni
  • Zone C Centro-Nord e altre aree del Centro-Nord: alcuni tipi di investimento (ampliamento capacità produttiva, ristrutturazione) restano riservati solo alle PMI, salvo eccezioni per regime TPA, CISAF o De Minimis

Questo è uno dei filtri più sottovalutati in fase di valutazione preliminare: una grande impresa che voglia fare un "ampliamento" in Toscana o Veneto non è automaticamente ammissibile — bisogna verificare la carta degli aiuti.

Quanto vale e che tipo di agevolazione

Gli importi minimi di investimento variano per tipologia di programma:

  • Industriale: 20 milioni totali (10 M per il proponente, 1,5 M per ciascun aderente)
  • Trasformazione prodotti agricoli (TPA): 7,5 milioni totali (3 M proponente, 1,5 M aderente)
  • Turistico: 20 milioni (7,5 M in aree interne o su strutture dismesse)
  • Tutela ambientale: 20 milioni (10 M proponente, 1,5 M aderente)

⚠️ Lo sportello turistico è temporaneamente chiuso dal 1° luglio 2025 per effetto del Decreto Direttoriale MIMIT del 23 giugno 2025. Le altre linee restano aperte.

Le agevolazioni possibili sono quattro, combinabili tra loro:

  • Contributo a fondo perduto in conto impianti
  • Contributo a fondo perduto alla spesa
  • Finanziamento agevolato (a tasso agevolato, durata pluriennale)
  • Contributo in conto interessi

Le percentuali di intensità di aiuto dipendono dalla carta degli aiuti a finalità regionale, dalla dimensione dell'impresa e dalla tipologia di programma. Non esiste un'aliquota unica: si costruisce caso per caso in fase istruttoria.

Spese ammissibili (percentuali sul totale del progetto):

  • Suolo aziendale: massimo 10%
  • Opere murarie: massimo 40% (70% solo per progetti turistici)
  • Macchinari, impianti e attrezzature
  • Programmi informatici, brevetti, licenze
  • Consulenze: massimo 4% (solo PMI, e anche grandi imprese per TPA)

Le spese sono ammissibili solo dopo la presentazione della domanda — mai avviare l'investimento prima.

Come si accede: i criteri qualificanti

Per i programmi industriali e turistici il programma deve soddisfare almeno due delle sette condizioni qualificanti previste dall'art. 9 c. 6 del DM:

  1. Positivo impatto sull'occupazione (localizzazione in aree con alta disoccupazione, incremento occupazionale, o impiego di personale svantaggiato)
  2. Recupero e riqualificazione di strutture dismesse o sottoutilizzate
  3. Realizzazione o consolidamento di sistemi di filiera diretta e allargata
  4. Contributo allo sviluppo tecnologico
  5. Rilevante presenza dell'impresa sui mercati esteri
  6. Impatto ambientale positivo
  7. Destagionalizzazione (per i soli programmi turistici)

Una struttura dismessa è definita come immobile industriale/artigianale/terziario/commerciale in cessazione di attività da almeno 12 mesi consecutivi. Una struttura sottoutilizzata è utilizzata per meno del 50% della superficie utile per finalità produttive in senso stretto.

Le tipologie di investimento ammissibili

Per i programmi industriali (anche TPA), sono cinque le fattispecie di investimento ammissibili:

  • Realizzazione di nuova unità produttiva
  • Ampliamento della capacità produttiva di un'unità esistente
  • Riconversione dell'attività (con diversificazione ATECO)
  • Ristrutturazione dell'unità produttiva (cambiamento fondamentale o notevole miglioramento)
  • Acquisizione di attivi di un'unità produttiva in area di crisi (escluse procedure concorsuali) — non prevista per il regime TPA

Il nuovo regime CISAF apre uno spazio dedicato a chi produce tecnologie pulite: tecnologie a zero emissioni nette (allegato 1 al DM 24 novembre 2025), componenti specifici e materie prime critiche (allegato 2 del Reg. UE 2024/1252). Gli aiuti CISAF possono essere concessi fino al 31 dicembre 2030 e sono retroattivamente applicabili anche a domande già presentate.

Fast Track: quando l'investimento supera i 50 milioni

Per progetti di rilevanza strategica di almeno 50 milioni è disponibile la procedura fast track con:

  • Coinvolgimento diretto delle amministrazioni competenti (Accordo di Sviluppo, ADS)
  • Tempi istruttori ridotti
  • Risorse finanziarie dedicate
  • Firma di un Accordo Regioni/MIMIT

Il progetto deve soddisfare almeno tre delle condizioni qualificanti ex art. 9 c. 6, oppure essere un programma di tutela ambientale (Titolo IV) o proposto da una rete d'imprese.

Le combo strategiche con altri strumenti

Il vero valore dei Contratti di Sviluppo emerge quando lo strumento viene incrociato con altri incentivi cumulabili nel rispetto del massimale UE. Tre combinazioni concrete:

Combo 1 — CdS + Sabatini + Transizione 5.0 (Manifattura Centro-Nord). Un'impresa manifatturiera media che investe €25M in un nuovo stabilimento con macchinari 4.0 e forte componente green può candidare il pacchetto principale (opere murarie + linee produttive) sul CdS, coprire il finanziamento delle attrezzature con Nuova Sabatini 2026 — Beni Strumentali e capitalizzare i benefici fiscali del Credito d'Imposta Transizione 5.0 sulle macchine digitali con risparmio energetico certificato. Il cumulo è ammesso se rispettato il massimale di aiuti UE per costo agevolato.

Combo 2 — CdS + ZES Unica (Mezzogiorno). Un investimento industriale in Zona A (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Molise) da €30M può sommare al CdS il Credito d'Imposta ZES Unica Mezzogiorno 2026 — bonus fiscale che copre fino al 60% dell'investimento in beni strumentali per le PMI del Sud (soglia minima €200k). L'accoppiata è particolarmente potente perché il CdS assorbe il grosso dell'agevolazione in fase di realizzazione e la ZES estende la copertura in modo automatico via credito d'imposta.

Combo 3 — CdS + Ricerca & Sviluppo Regionale. Il DM prevede che nel CdS possano essere inclusi anche progetti di R&S connessi e funzionali all'attività produttiva. Per le imprese in Emilia-Romagna con investimenti STEP (tecnologie strategiche), l'accoppiata con Regione Emilia-Romagna — Bando STEP 2025 permette di canalizzare la parte manifatturiera nel CdS e la componente R&S nel bando regionale.

Cosa serve per presentare la domanda

L'iter parte dall'area riservata di Invitalia. La documentazione minima richiesta:

  • Business plan pluriennale con proiezioni economico-finanziarie coerenti
  • Piano dettagliato degli investimenti articolato per progetto e per anno
  • Descrizione tecnica del programma di sviluppo
  • Documentazione a supporto delle condizioni qualificanti (almeno 2 su 7)
  • Per programmi turistici: relazione tecnica sul recupero/riqualificazione o sulla destagionalizzazione
  • Per regime TPA con grandi imprese: Modello Funding Gap CDS Agroindustriali e scenario controfattuale
  • Per procedura fast track: documentazione a supporto della strategicità del progetto

Consiglio operativo: prima di caricare la domanda, richiedere un appuntamento tecnico con Invitalia dall'area riservata. È un passaggio pre-domanda che permette di verificare la compatibilità della proposta con lo strumento e di calibrare il perimetro di investimento agevolabile. Molte istruttorie complesse partono da qui.

Timeline realistica

  • T0: presentazione domanda in area riservata Invitalia
  • T0 + 30 gg: verifica formale e condizioni di accesso
  • T0 + 30-90 gg: individuazione risorse disponibili sullo sportello di riferimento
  • T0 + 120 gg circa: istruttoria di merito (90 gg se documentazione completa)
  • T0 + ~6 mesi: provvedimento di ammissione e firma del contratto
  • T0 + 6 mesi → +42 mesi: realizzazione dell'investimento (36 mesi + 18 di eventuale proroga)
  • Erogazioni: massimo 5 SAL (Stati Avanzamento Lavori)

Errori tipici da evitare

  • Avviare l'investimento prima della domanda: le spese sostenute prima della presentazione non sono ammissibili
  • Sottodimensionare le condizioni qualificanti: presentare solo 2 condizioni "al limite" espone a rischio di rigetto. Meglio documentare 3-4 condizioni robuste
  • Ignorare la carta degli aiuti: una grande impresa in Zona C Centro-Nord non può fare "ampliamento" — solo PMI. Verificare prima
  • Trascurare il funding gap per TPA grandi imprese: senza scenario controfattuale e dimostrazione di deficit di finanziamento, l'ammissibilità salta
  • Confondere CdS ordinario con Fast Track: sotto i 50 M l'accesso al fast track non è previsto

La regola d'oro

I Contratti di Sviluppo non sono un bando: sono uno strumento negoziale. Vince chi arriva con un progetto già strutturato, con partner finanziari già coinvolti (banche cofinanziatrici, se prevista quota di finanziamento agevolato) e con documentazione tecnica granulare sulle condizioni qualificanti. La differenza tra chi ottiene €10M di fondo perduto e chi si ferma al rigetto istruttorio non sta nella dimensione dell'investimento — sta nella qualità della candidatura.

Se stai valutando un progetto sopra i 7,5 M€, la sequenza corretta è: prima appuntamento tecnico con Invitalia, poi verifica cumulabilità con Sabatini/ZES/Transizione 5.0, poi presentazione della domanda con dossier completo. Non ci sono scorciatoie.


Fonti ufficiali:

Domande frequenti

Chi può richiedere i Contratti di Sviluppo Invitalia?+
Possono accedere imprese italiane ed estere di ogni dimensione (micro, piccole, medie e grandi) in forma di società di capitali, società di persone, ditte individuali e cooperative. L'ammissibilità varia in base alla localizzazione: nelle Zone A (Sud Italia) tutte le imprese possono accedere, mentre nel Centro-Nord alcuni investimenti (ampliamento, ristrutturazione) sono riservati solo alle PMI.
Qual è l'importo minimo di investimento richiesto?+
L'importo minimo varia per tipologia: 20 milioni per investimenti industriali (10 M proponente), 7,5 milioni per trasformazione prodotti agricoli (3 M proponente), 20 milioni per turismo (7,5 M in aree interne), 20 milioni per tutela ambientale (10 M proponente).
Quali agevolazioni è possibile ottenere?+
Le agevolazioni combinabili sono: contributo a fondo perduto in conto impianti, contributo a fondo perduto alla spesa, finanziamento agevolato a tasso ridotto, contributo in conto interessi. Le percentuali di intensità di aiuto dipendono dalla carta degli aiuti regionale, dalla dimensione dell'impresa e dalla tipologia di programma.
Qual è la scadenza per presentare la domanda?+
Non esiste una scadenza fissa: lo sportello è sempre aperto e le domande vengono valutate in ordine di presentazione secondo la dotazione di risorse disponibili per ciascuno sportello. Eccezione: lo sportello turistico è temporaneamente chiuso dal 1° luglio 2025.
Quali sono i tempi di valutazione e realizzazione?+
La verifica formale richiede 30 giorni, l'istruttoria circa 90 giorni (se documentazione completa). Dopo la firma del contratto, il progetto ha 36 mesi di realizzazione + 18 mesi di eventuale proroga. Le erogazioni avvengono tramite massimo 5 Stati Avanzamento Lavori.
Cos'è la procedura fast track e quando si può accedere?+
La fast track è disponibile per progetti di rilevanza strategica di almeno 50 milioni. Offre coinvolgimento diretto delle amministrazioni competenti, tempi istruttori ridotti e risorse finanziarie dedicate. Il progetto deve soddisfare almeno tre condizioni qualificanti oppure essere un programma di tutela ambientale.
Quando posso avviare l'investimento?+
Le spese sono ammissibili solo dopo la presentazione della domanda. Avviare l'investimento prima della domanda rende le spese sostenute non ammissibili: questo è un errore cruciale da evitare.

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