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GUIDA · AUTOIMPIEGO·14 Ottobre 2026·Aggiornato il 14 Ottobre 2026·7 lettura·Redazione BandIntelligence

Resto al Sud 2.0: la guida completa per chi ha meno di 35 anni e vuole fare impresa al Sud

In sintesi

Resto al Sud 2.0 è un incentivo a sportello per under 35 che offre fino a 50.000 euro a fondo perduto (voucher) o fino a 146.000 euro in contributo (75%/70%) per avviare imprese nel Mezzogiorno, con dotazione di 356,4 milioni di euro.

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Resto al Sud 2.0 è oggi uno degli strumenti più accessibili e generosi per chi ha meno di 35 anni e vuole avviare un'attività nel Mezzogiorno. È a sportello, è a fondo perduto fino al 100% nella formula voucher, e ha una dotazione dedicata di 356,4 milioni di euro. In questa guida trovi cosa finanzia davvero, chi può accedere, quanto si ottiene con ciascuna delle due formule, come si presenta la domanda e con quali altri strumenti puoi combinarlo.

Cos'è e perché conta

Resto al Sud 2.0 è l'incentivo gestito da Invitalia che promuove la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo nel Sud Italia. È finanziato dal Programma nazionale "Giovani, donne e lavoro" FSE+ 2021-2027 e dispone di una dotazione dichiarata di 356,4 milioni di euro.

A differenza di molti bandi regionali a graduatoria, Resto al Sud 2.0 funziona a sportello: le domande vengono istruite in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Questo lo rende particolarmente interessante per chi ha un progetto pronto e vuole muoversi in fretta.

È la misura successiva al vecchio "Resto al Sud", ridisegnata all'interno del nuovo Piano Integrato Autoimpiego di Invitalia, con due formule di aiuto tra cui scegliere.

Chi può presentare domanda

Possono accedere le persone tra i 18 anni compiuti e i 35 non ancora compiuti (under 35) che si trovino in almeno una di queste condizioni:

  • inoccupati, disoccupati o inattivi
  • beneficiari del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori)
  • soggetti in condizioni di vulnerabilità sociale, marginalità o discriminazione, come definite dal Piano nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027

Il requisito anagrafico e la condizione occupazionale sono il cuore dell'accesso: non è un bando per imprese già avviate e strutturate, ma per chi vuole mettersi in proprio partendo da zero o quasi.

Dove deve avere sede l'attività

L'iniziativa deve essere avviata in una delle 8 regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Per la formula voucher sono ammesse anche le aree sismiche del Centro Italia.

Quanto si ottiene: le due formule

Qui sta il punto che conviene capire bene, perché Resto al Sud 2.0 offre due strumenti alternativi e non cumulabili tra loro: scegli l'uno o l'altro in base alla dimensione e alla natura del tuo progetto.

1. Voucher di avvio (fondo perduto 100%)

Pensato per coprire le spese iniziali legate all'avvio dell'attività. Prevede un contributo a fondo perduto fino a 40.000 euro per le sedi situate nel Mezzogiorno o nelle aree sismiche del Centro Italia.

Il massimale sale fino a 50.000 euro quando il progetto riguarda l'acquisto di beni e servizi innovativi, digitali, tecnologici o legati alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.

È la formula più snella, ideale per attività leggere, servizi, liberi professionisti e micro-progetti dove l'investimento in beni materiali è contenuto.

2. Contributo a fondo perduto (per programmi di spesa più ampi)

Per programmi di investimento strutturati, l'alternativa al voucher è un contributo calcolato in percentuale sulla spesa ammissibile:

  • 75% su programmi di spesa fino a 120.000 euro
  • 70% sulla quota di programma superiore a 120.000 euro e fino a 200.000 euro

In concreto, su un programma pieno da 200.000 euro il contributo massimo arriva a circa 146.000 euro a fondo perduto (75% sui primi 120.000 + 70% sui restanti 80.000). È una copertura molto alta per uno strumento che non richiede la restituzione.

Come scegliere

  • Progetto piccolo, pochi beni, molta componente di servizio → voucher (più semplice, 100% a fondo perduto).
  • Progetto con investimenti strutturali rilevanti (locali, macchinari, attrezzature) → contributo 75%/70%, che su importi alti rende di più in valore assoluto.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta online tramite la piattaforma Invitalia, accedendo all'area riservata con identità digitale (SPID/CNS). Il percorso tipico:

  1. Accesso all'area riservata di Invitalia e compilazione della domanda.
  2. Caricamento del business plan / piano di impresa con descrizione dell'attività, piano degli investimenti e sostenibilità economica.
  3. Allegati e modulistica (distinta per formula voucher e formula contributo).
  4. Invio e istruttoria in ordine cronologico (sportello).

Documenti da preparare: documento d'identità, prova della condizione occupazionale richiesta, descrizione del progetto, preventivi delle spese, piano economico-finanziario. Avere i preventivi pronti e un business plan solido è ciò che fa la differenza in fase di valutazione.

Suggerimento: trattandosi di uno sportello, la data di invio conta. Preparare in anticipo il business plan e la modulistica ti permette di presentare appena hai tutto in regola, senza correre il rischio di esaurimento risorse.

L'opportunità combo: con cosa si integra

Resto al Sud 2.0 non vive isolato. Ecco come inquadrarlo rispetto agli altri strumenti nazionali di autoimpiego e crescita, per scegliere il percorso giusto.

  • Se hai sede al Centro-Nord e non rientri nel perimetro delle 8 regioni, lo strumento gemello è Autoimpiego Centro-Nord Italia: stessa logica di voucher + contributo, ma per i territori fuori dal Mezzogiorno. È l'alternativa diretta a chi non può accedere a Resto al Sud.

  • Se il tuo progetto è una startup innovativa, valuta Smart&Start Italia: finanziamento agevolato a tasso zero su investimenti più consistenti, con una quota non rimborsabile potenziata al Sud. Qui il profilo è quello dell'impresa tecnologica/innovativa, non del semplice autoimpiego.

  • Se ti servono beni strumentali (macchinari, attrezzature, impianti, tecnologie digitali/green), il contributo di Resto al Sud copre l'avvio; a regime, per gli investimenti successivi, lo strumento di riferimento è la Nuova Sabatini 2026, che abbatte gli interessi su finanziamenti bancari dedicati ai beni strumentali.

  • Per il fabbisogno finanziario e le garanzie bancarie, il Fondo di garanzia per le PMI (Mediocredito Centrale) consente di ottenere credito bancario con garanzia pubblica fino all'80%: utile per coprire la parte non agevolata del tuo piano o il circolante.

  • Se il tuo progetto ha una forte componente green o digitale e non rientri nei profili di Resto al Sud, guarda anche Incentivi Autoimpiego Green e Digital.

La regola pratica: Resto al Sud 2.0 finanzia l'avvio (fondo perduto), gli altri strumenti coprono la crescita e gli investimenti successivi. Non si sovrappongono sulle stesse spese, ma si incastrano lungo il ciclo di vita dell'impresa.

Scadenze e punti di attenzione

  • Sportello attivo: le domande si istruiscono in ordine cronologico fino a esaurimento dei 356,4 milioni di dotazione. Non c'è una scadenza-ghigliottina, ma c'è il rischio esaurimento fondi: muoviti presto.
  • Voucher e contributo sono alternativi: scegli una sola formula, non puoi cumularli sullo stesso progetto.
  • Requisito anagrafico rigido: i 35 anni devono essere non ancora compiuti al momento della domanda. Se sei vicino alla soglia, è un fattore di urgenza concreto.
  • Condizione occupazionale: devi rientrare in uno dei profili ammessi (inoccupato/disoccupato/inattivo, GOL, vulnerabilità). Prepara la documentazione che la attesta.
  • Sede nelle 8 regioni del Sud (aree sismiche del Centro Italia ammesse solo per il voucher).

In sintesi

Resto al Sud 2.0 è lo strumento di autoimpiego più generoso per gli under 35 del Mezzogiorno: fondo perduto fino al 100% con il voucher (40.000-50.000 euro) o contributo al 75%/70% fino a circa 146.000 euro per i progetti più strutturati. È a sportello, quindi la preparazione anticipata del business plan e della modulistica è ciò che separa chi ottiene i fondi da chi arriva quando le risorse sono finite.

Fonte: Invitalia — pagina ufficiale "Resto al Sud 2.0" (incentivi-e-strumenti/resto-al-sud-20); Programma nazionale "Giovani, donne e lavoro" FSE+ 2021-2027. Dati verificati alla data di pubblicazione; per gli importi e le condizioni operative fa sempre fede la modulistica ufficiale sulla piattaforma Invitalia.

Domande frequenti

Chi può richiedere Resto al Sud 2.0?+
Persone tra 18 e 35 anni non ancora compiuti che siano inoccupati, disoccupati, inattivi beneficiari del programma GOL, o in condizioni di vulnerabilità sociale. Il requisito anagrafico e la condizione occupazionale sono obbligatori.
Qual è la scadenza per presentare la domanda?+
Non c'è una scadenza-ghigliottina: il bando funziona a sportello con istruttoria in ordine cronologico fino a esaurimento dei 356,4 milioni di dotazione. È consigliabile presentare presto la domanda per evitare l'esaurimento delle risorse.
Quanto posso ottenere con il voucher?+
Fino a 40.000 euro a fondo perduto 100% per progetti nel Mezzogiorno o aree sismiche del Centro Italia. Se il progetto riguarda beni/servizi innovativi, digitali, tecnologici o sostenibilità ambientale, il massimale sale a 50.000 euro.
In quali regioni posso avviare l'attività?+
Nelle 8 regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per il voucher sono ammesse anche le aree sismiche del Centro Italia.
Posso cumulare il voucher e il contributo sullo stesso progetto?+
No, voucher e contributo sono alternativi e non cumulabili. Devi scegliere una sola formula in base alle dimensioni e alla natura del tuo progetto.
Quale formula scegliere tra voucher e contributo?+
Scegli il voucher per progetti piccoli con pochi beni e molta componente di servizio (più semplice, 100% fondo perduto). Scegli il contributo 75%/70% per progetti con investimenti strutturali rilevanti (locali, macchinari, attrezzature) dove l'importo totale rende di più in valore assoluto.
Come si presenta la domanda?+
Online tramite la piattaforma Invitalia con identità digitale (SPID/CNS). Devi compilare la domanda, caricare un business plan completo, allegare documentazione richiesta e preventivi. L'istruttoria avviene in ordine cronologico.

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