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GUIDA · TERZO SETTORE·29 Luglio 2026·Aggiornato il 29 Luglio 2026·7 lettura

Imprese dell'Economia Sociale: 223 Milioni per Cooperative Sociali, Imprese Sociali e ICC — Guida 2026

La misura nazionale MIMIT/Invitalia da 223 milioni che finanzia fino all'80% degli investimenti di cooperative sociali, imprese sociali e imprese culturali e creative, con finanziamento agevolato allo 0,5% fino a 15 anni.

In sintesi

Il MIMIT finanzia fino all'80% degli investimenti di cooperative sociali, imprese sociali e culturali creative con un finanziamento agevolato allo 0,5% fino a 15 anni: 223 milioni a sportello permanente per programmi da 100mila a 10 milioni di euro.

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Imprese dell'Economia Sociale: 223 Milioni per Cooperative Sociali, Imprese Sociali e ICC — Guida Completa 2026

GUIDA · TERZO SETTORE

Esiste una misura nazionale, a sportello sempre aperto, che finanzia fino all'80% degli investimenti delle imprese che perseguono finalità di utilità sociale — con un finanziamento agevolato allo 0,5% annuo fino a 15 anni. Si chiama Imprese dell'Economia Sociale (nota anche come "Italia Economia Sociale"), è del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ed è gestita da Invitalia. La dotazione è di 223 milioni di euro.

È uno strumento poco conosciuto rispetto ai bandi a fondo perduto più "chiacchierati", ma per una cooperativa sociale, un'impresa sociale o un'impresa culturale e creativa che deve fare un investimento importante (una nuova sede, macchinari, ristrutturazione, digitalizzazione) è probabilmente il canale più solido e continuativo che esista oggi in Italia. In questa guida vediamo esattamente come funziona, chi può accedere e come combinarlo con altre agevolazioni.

Perché questa misura è diversa

La maggior parte dei bandi per il Terzo Settore è a bando (finestre che aprono e chiudono) e a fondo perduto puro, con importi contenuti e forte competizione. Questa misura invece è:

  • A sportello permanente: le domande si presentano da ottobre 2022 e la misura è tuttora operativa, senza click day né finestre.
  • Su investimenti seri: finanzia programmi da 100.000 a 10.000.000 di euro di spese ammissibili.
  • Con capitale di debito agevolatissimo: non un piccolo contributo, ma un finanziamento vero e proprio a tasso quasi nullo, pensato per chi deve strutturarsi.

In altre parole, non è un premio "una tantum": è lo strumento con cui un'organizzazione sociale finanzia la propria crescita patrimoniale.

Chi può richiederla

La misura si rivolge a quattro tipologie di soggetti, su tutto il territorio nazionale:

  1. Imprese sociali, comunque costituite, iscritte nell'apposita sezione del Registro delle imprese.
  2. Cooperative sociali e loro consorzi ai sensi della legge 381/1991, iscritti all'apposito albo.
  3. Società cooperative con qualifica di ONLUS, nel rispetto degli artt. 101 e 102 del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore).
  4. Imprese culturali e creative costituite in forma di società di persone o di capitali, che operano nei settori economici elencati nell'allegato 1 del decreto direttoriale 8 agosto 2022.

I requisiti principali alla data della domanda:

  • essere regolarmente costituite e iscritte nei registri di riferimento (incluso il RUNTS dove previsto);
  • essere nel pieno esercizio dei diritti, non in liquidazione né in procedure concorsuali;
  • avere sede legale e operativa in Italia;
  • essere in regola con normativa edilizia/urbanistica, lavoro, sicurezza, ambiente e obblighi contributivi;
  • essere in regime di contabilità ordinaria;
  • aver ottenuto una valutazione positiva del merito di credito da una banca finanziatrice, con delibera di finanziamento a copertura del programma.

È possibile presentare i programmi anche in forma congiunta, fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti, tramite un accordo di collaborazione con un capofila mandatario.

Cosa si può finanziare

I programmi di investimento devono avere spese ammissibili da 100.000 a 10.000.000 di euro (al netto IVA) e generare ricadute positive sul territorio, in relazione ad almeno uno di questi obiettivi:

  • incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
  • inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
  • obiettivi ambientali (rigenerazione urbana, turismo sostenibile, decarbonizzazione, riuso, riduzione plastica, eco-design, economia circolare);
  • salvaguardia e valorizzazione dei beni storico-culturali o finalità culturali, creative e di utilità sociale di rilevante interesse pubblico.

Le spese ammissibili riguardano immobilizzazioni materiali e immateriali:

  • suolo aziendale e sistemazioni (max 10% dell'investimento agevolabile);
  • fabbricati e opere edili/murarie, comprese ristrutturazioni (da sole non costituiscono un programma agevolabile);
  • infrastrutture specifiche aziendali;
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how (devono restare in bilancio almeno 3 anni per le PMI, 5 per le grandi imprese).

Quanto e in che forma

Qui sta il cuore della misura. L'agevolazione consiste in un finanziamento fino a 15 anni (di cui max 4 di preammortamento) al tasso agevolato dello 0,5% annuo, che va sempre associato a un finanziamento bancario a tasso di mercato e di pari durata, erogato da una banca aderente alla Convenzione MIMIT–ABI–CDP.

Il meccanismo di copertura:

  • il finanziamento (agevolato + bancario) copre fino all'80% delle spese ammissibili;
  • di questo, il 30% è finanziamento bancario e il 70% è finanziamento agevolato allo 0,5%;
  • ciò significa che il finanziamento agevolato copre da solo fino al 56% delle spese ammissibili.

A questo, per i programmi produttivi (attività diverse da agricoltura, silvicoltura e pesca), si può aggiungere un contributo non rimborsabile — cioè fondo perduto — la cui percentuale dipende dalla zona e dalla dimensione d'impresa, secondo la Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale:

  • 20% per PMI nelle aree in deroga art. 107.3.a TFUE (in gran parte il Mezzogiorno), con il vincolo che finanziamento agevolato + contributo non superino il 75% delle spese ammissibili;
  • 15% per grandi imprese in aree 107.3.a e per PMI in aree 107.3.c;
  • 5% per grandi imprese in aree 107.3.c e per PMI/grandi imprese nelle restanti aree del territorio nazionale.

Tradotto: una PMI sociale nel Sud può cumulare finanziamento agevolato e fondo perduto fino al 75% dell'investimento. Un'impresa al Centro-Nord ha comunque accesso al finanziamento allo 0,5% fino all'80%, con una quota di fondo perduto più contenuta.

Come si presenta la domanda

La procedura è a sportello (valutazione in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento risorse). Le domande si inviano via PEC all'indirizzo es.imprese@pec.mimit.gov.it, in formato elettronico, firmate digitalmente dal legale rappresentante o da un procuratore.

Alla domanda (Allegato 1 — Schema di Domanda) vanno allegati, tra gli altri:

  • dichiarazione sostitutiva sulla dimensione di impresa (Allegato 2);
  • dichiarazione sostitutiva sul cumulo delle agevolazioni (Allegato 3);
  • la delibera di finanziamento della banca che ha valutato positivamente il merito di credito.

Il passaggio critico e spesso sottovalutato è proprio quest'ultimo: senza una banca finanziatrice che abbia già istruito e deliberato il finanziamento bancario, la domanda non è ricevibile. Conviene quindi avviare in parallelo il dialogo con la banca aderente alla Convenzione e la preparazione del programma di investimento.

La combo: come incastrarla con altri strumenti

Questa misura è un finanziamento agevolato + fondo perduto sull'investimento fisso. Da sola copre l'hardware della crescita (immobili, macchinari, software). Attorno, si possono combinare strumenti che coprono cose diverse:

  • Per l'avvio e i primi mesi: se si tratta di una nuova impresa sociale nel Mezzogiorno, si possono valutare gli strumenti dedicati all'autoimpiego e alle nuove imprese giovanili/femminili prima di strutturare il grande investimento con l'Economia Sociale.
  • Per la componente culturale e creativa: le imprese culturali e creative del Sud possono guardare anche a Cultura Cresce (Invitalia), che sullo stesso perimetro offre 30% fondo perduto + 50% finanziamento a tasso zero — ricordando la regola d'oro del cumulo (vedi sotto).
  • Per la formazione del personale svantaggiato: i voucher formativi regionali FSE+ e i programmi GOL/Garanzia Giovani coprono la formazione delle persone, mai finanziata dagli investimenti fissi.
  • Per il circolante e le garanzie: il Fondo di Garanzia PMI può assistere la quota bancaria del finanziamento, migliorando le condizioni di accesso al credito.

La logica: un tavolo, più gambe. L'Economia Sociale finanzia la struttura; gli altri strumenti coprono avvio, persone, cultura e credito.

Regola d'oro e tre errori da evitare

La regola d'oro: verifica sempre il divieto di doppio finanziamento sulla stessa spesa. Puoi cumulare più agevolazioni sullo stesso programma solo se coprono voci di costo diverse (o entro i massimali di intensità di aiuto UE). Cumulare due contributi sulla stessa fattura significa revoca.

I tre errori più frequenti:

  1. Presentare la domanda senza la delibera bancaria pronta. È un requisito di ricevibilità, non un dettaglio: attivare la banca è il primo passo, non l'ultimo.
  2. Sottostimare la soglia minima da 100.000 euro. Non è una misura per micro-progetti: se l'investimento è più piccolo, conviene un altro strumento (bandi regionali, contributi a fondo perduto per il Terzo Settore).
  3. Confondere il finanziamento agevolato con il fondo perduto. Il grosso della misura è debito allo 0,5% da restituire: va costruito un piano economico-finanziario che regga il rimborso. Il fondo perduto (5–20%) è solo la ciliegina.

In sintesi

  • Cosa: Imprese dell'Economia Sociale (MIMIT / Invitalia), dotazione 223 milioni.
  • Chi: imprese sociali, cooperative sociali e consorzi, coop ONLUS, imprese culturali e creative — su tutto il territorio nazionale.
  • Quanto: investimenti da 100.000 a 10.000.000 €; copertura fino all'80% con finanziamento agevolato allo 0,5% (fino 15 anni) + quota bancaria; contributo non rimborsabile dal 5% al 20% secondo zona e dimensione.
  • Come: sportello permanente, domanda via PEC a es.imprese@pec.mimit.gov.it, con delibera bancaria obbligatoria.

Fonti: MIMIT — "Diffusione e rafforzamento dell'economia sociale" (mimit.gov.it); Invitalia — "Italia Economia Sociale" (invitalia.it); Decreto direttoriale 8 agosto 2022. Dati verificati a luglio 2026. Le percentuali di contributo dipendono dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale vigente.

Domande frequenti

Chi può richiedere la misura Imprese dell'Economia Sociale?+
Possono richiedere imprese sociali iscritte al Registro, cooperative sociali e loro consorzi (legge 381/1991), società cooperative ONLUS e imprese culturali e creative in forma di società di persone o capitali. Tutte devono avere sede legale e operativa in Italia, essere regolarmente costituite e iscritte nei registri di riferimento, e non essere in liquidazione o procedure concorsuali.
Qual è l'importo minimo e massimo di investimento finanziabile?+
Gli investimenti devono avere spese ammissibili tra 100.000 e 10.000.000 di euro al netto IVA. Non è una misura per micro-progetti: se l'investimento è inferiore a 100mila euro, conviene valutare altri strumenti.
Quanto copre il finanziamento e a quale tasso?+
Il finanziamento copre fino all'80% delle spese ammissibili ed è composto da: 56% finanziamento agevolato allo 0,5% annuo (fino a 15 anni, massimo 4 di preammortamento) e 24% finanziamento bancario a tasso di mercato. A questi si aggiunge un contributo non rimborsabile dal 5% al 20% a seconda della zona geografica e dimensione d'impresa.
Quali spese sono ammissibili?+
Sono ammissibili immobilizzazioni materiali (terreni, fabbricati, ristrutturazioni, macchinari, infrastrutture aziendali) e immateriali (programmi informatici, brevetti, licenze, know-how). Il terreno aziendale non può superare il 10% dell'investimento agevolabile.
Come si presenta la domanda e quali documenti servono?+
La domanda si invia via PEC a es.imprese@pec.mimit.gov.it in formato elettronico firmato digitalmente. È obbligatorio allegare la delibera di finanziamento bancario che attesti la valutazione positiva del merito di credito: senza questo documento la domanda non è ricevibile. La procedura è a sportello permanente in ordine cronologico di presentazione.
Si può cumulare questa misura con altri incentivi?+
Sì, ma con la regola d'oro: non si può finanziare due volte la stessa spesa. Si possono combinare strumenti che coprono voci di costo diverse, come voucher formativi FSE+ per la formazione, Fondo di Garanzia PMI per la quota bancaria, o Cultura Cresce per le imprese culturali creative al Sud (verificando i massimali di intensità di aiuto UE).
Qual è il requisito più critico da non sottovalutare?+
Avviare il dialogo con una banca aderente alla Convenzione MIMIT-ABI-CDP prima di presentare la domanda. La delibera bancaria di finanziamento è un requisito di ricevibilità, non un dettaglio: è il primo passo, non l'ultimo.

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