Imprese dell'Economia Sociale: 223 Milioni per Cooperative Sociali, Imprese Sociali e ICC — Guida 2026
La misura nazionale MIMIT/Invitalia da 223 milioni che finanzia fino all'80% degli investimenti di cooperative sociali, imprese sociali e imprese culturali e creative, con finanziamento agevolato allo 0,5% fino a 15 anni.
In sintesi
Il MIMIT finanzia fino all'80% degli investimenti di cooperative sociali, imprese sociali e culturali creative con un finanziamento agevolato allo 0,5% fino a 15 anni: 223 milioni a sportello permanente per programmi da 100mila a 10 milioni di euro.
Imprese dell'Economia Sociale: 223 Milioni per Cooperative Sociali, Imprese Sociali e ICC — Guida Completa 2026
GUIDA · TERZO SETTORE
Esiste una misura nazionale, a sportello sempre aperto, che finanzia fino all'80% degli investimenti delle imprese che perseguono finalità di utilità sociale — con un finanziamento agevolato allo 0,5% annuo fino a 15 anni. Si chiama Imprese dell'Economia Sociale (nota anche come "Italia Economia Sociale"), è del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ed è gestita da Invitalia. La dotazione è di 223 milioni di euro.
È uno strumento poco conosciuto rispetto ai bandi a fondo perduto più "chiacchierati", ma per una cooperativa sociale, un'impresa sociale o un'impresa culturale e creativa che deve fare un investimento importante (una nuova sede, macchinari, ristrutturazione, digitalizzazione) è probabilmente il canale più solido e continuativo che esista oggi in Italia. In questa guida vediamo esattamente come funziona, chi può accedere e come combinarlo con altre agevolazioni.
Perché questa misura è diversa
La maggior parte dei bandi per il Terzo Settore è a bando (finestre che aprono e chiudono) e a fondo perduto puro, con importi contenuti e forte competizione. Questa misura invece è:
- A sportello permanente: le domande si presentano da ottobre 2022 e la misura è tuttora operativa, senza click day né finestre.
- Su investimenti seri: finanzia programmi da 100.000 a 10.000.000 di euro di spese ammissibili.
- Con capitale di debito agevolatissimo: non un piccolo contributo, ma un finanziamento vero e proprio a tasso quasi nullo, pensato per chi deve strutturarsi.
In altre parole, non è un premio "una tantum": è lo strumento con cui un'organizzazione sociale finanzia la propria crescita patrimoniale.
Chi può richiederla
La misura si rivolge a quattro tipologie di soggetti, su tutto il territorio nazionale:
- Imprese sociali, comunque costituite, iscritte nell'apposita sezione del Registro delle imprese.
- Cooperative sociali e loro consorzi ai sensi della legge 381/1991, iscritti all'apposito albo.
- Società cooperative con qualifica di ONLUS, nel rispetto degli artt. 101 e 102 del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore).
- Imprese culturali e creative costituite in forma di società di persone o di capitali, che operano nei settori economici elencati nell'allegato 1 del decreto direttoriale 8 agosto 2022.
I requisiti principali alla data della domanda:
- essere regolarmente costituite e iscritte nei registri di riferimento (incluso il RUNTS dove previsto);
- essere nel pieno esercizio dei diritti, non in liquidazione né in procedure concorsuali;
- avere sede legale e operativa in Italia;
- essere in regola con normativa edilizia/urbanistica, lavoro, sicurezza, ambiente e obblighi contributivi;
- essere in regime di contabilità ordinaria;
- aver ottenuto una valutazione positiva del merito di credito da una banca finanziatrice, con delibera di finanziamento a copertura del programma.
È possibile presentare i programmi anche in forma congiunta, fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti, tramite un accordo di collaborazione con un capofila mandatario.
Cosa si può finanziare
I programmi di investimento devono avere spese ammissibili da 100.000 a 10.000.000 di euro (al netto IVA) e generare ricadute positive sul territorio, in relazione ad almeno uno di questi obiettivi:
- incremento occupazionale di categorie svantaggiate;
- inclusione sociale di soggetti vulnerabili;
- obiettivi ambientali (rigenerazione urbana, turismo sostenibile, decarbonizzazione, riuso, riduzione plastica, eco-design, economia circolare);
- salvaguardia e valorizzazione dei beni storico-culturali o finalità culturali, creative e di utilità sociale di rilevante interesse pubblico.
Le spese ammissibili riguardano immobilizzazioni materiali e immateriali:
- suolo aziendale e sistemazioni (max 10% dell'investimento agevolabile);
- fabbricati e opere edili/murarie, comprese ristrutturazioni (da sole non costituiscono un programma agevolabile);
- infrastrutture specifiche aziendali;
- macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
- programmi informatici, brevetti, licenze, know-how (devono restare in bilancio almeno 3 anni per le PMI, 5 per le grandi imprese).
Quanto e in che forma
Qui sta il cuore della misura. L'agevolazione consiste in un finanziamento fino a 15 anni (di cui max 4 di preammortamento) al tasso agevolato dello 0,5% annuo, che va sempre associato a un finanziamento bancario a tasso di mercato e di pari durata, erogato da una banca aderente alla Convenzione MIMIT–ABI–CDP.
Il meccanismo di copertura:
- il finanziamento (agevolato + bancario) copre fino all'80% delle spese ammissibili;
- di questo, il 30% è finanziamento bancario e il 70% è finanziamento agevolato allo 0,5%;
- ciò significa che il finanziamento agevolato copre da solo fino al 56% delle spese ammissibili.
A questo, per i programmi produttivi (attività diverse da agricoltura, silvicoltura e pesca), si può aggiungere un contributo non rimborsabile — cioè fondo perduto — la cui percentuale dipende dalla zona e dalla dimensione d'impresa, secondo la Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale:
- 20% per PMI nelle aree in deroga art. 107.3.a TFUE (in gran parte il Mezzogiorno), con il vincolo che finanziamento agevolato + contributo non superino il 75% delle spese ammissibili;
- 15% per grandi imprese in aree 107.3.a e per PMI in aree 107.3.c;
- 5% per grandi imprese in aree 107.3.c e per PMI/grandi imprese nelle restanti aree del territorio nazionale.
Tradotto: una PMI sociale nel Sud può cumulare finanziamento agevolato e fondo perduto fino al 75% dell'investimento. Un'impresa al Centro-Nord ha comunque accesso al finanziamento allo 0,5% fino all'80%, con una quota di fondo perduto più contenuta.
Come si presenta la domanda
La procedura è a sportello (valutazione in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento risorse). Le domande si inviano via PEC all'indirizzo es.imprese@pec.mimit.gov.it, in formato elettronico, firmate digitalmente dal legale rappresentante o da un procuratore.
Alla domanda (Allegato 1 — Schema di Domanda) vanno allegati, tra gli altri:
- dichiarazione sostitutiva sulla dimensione di impresa (Allegato 2);
- dichiarazione sostitutiva sul cumulo delle agevolazioni (Allegato 3);
- la delibera di finanziamento della banca che ha valutato positivamente il merito di credito.
Il passaggio critico e spesso sottovalutato è proprio quest'ultimo: senza una banca finanziatrice che abbia già istruito e deliberato il finanziamento bancario, la domanda non è ricevibile. Conviene quindi avviare in parallelo il dialogo con la banca aderente alla Convenzione e la preparazione del programma di investimento.
La combo: come incastrarla con altri strumenti
Questa misura è un finanziamento agevolato + fondo perduto sull'investimento fisso. Da sola copre l'hardware della crescita (immobili, macchinari, software). Attorno, si possono combinare strumenti che coprono cose diverse:
- Per l'avvio e i primi mesi: se si tratta di una nuova impresa sociale nel Mezzogiorno, si possono valutare gli strumenti dedicati all'autoimpiego e alle nuove imprese giovanili/femminili prima di strutturare il grande investimento con l'Economia Sociale.
- Per la componente culturale e creativa: le imprese culturali e creative del Sud possono guardare anche a Cultura Cresce (Invitalia), che sullo stesso perimetro offre 30% fondo perduto + 50% finanziamento a tasso zero — ricordando la regola d'oro del cumulo (vedi sotto).
- Per la formazione del personale svantaggiato: i voucher formativi regionali FSE+ e i programmi GOL/Garanzia Giovani coprono la formazione delle persone, mai finanziata dagli investimenti fissi.
- Per il circolante e le garanzie: il Fondo di Garanzia PMI può assistere la quota bancaria del finanziamento, migliorando le condizioni di accesso al credito.
La logica: un tavolo, più gambe. L'Economia Sociale finanzia la struttura; gli altri strumenti coprono avvio, persone, cultura e credito.
Regola d'oro e tre errori da evitare
La regola d'oro: verifica sempre il divieto di doppio finanziamento sulla stessa spesa. Puoi cumulare più agevolazioni sullo stesso programma solo se coprono voci di costo diverse (o entro i massimali di intensità di aiuto UE). Cumulare due contributi sulla stessa fattura significa revoca.
I tre errori più frequenti:
- Presentare la domanda senza la delibera bancaria pronta. È un requisito di ricevibilità, non un dettaglio: attivare la banca è il primo passo, non l'ultimo.
- Sottostimare la soglia minima da 100.000 euro. Non è una misura per micro-progetti: se l'investimento è più piccolo, conviene un altro strumento (bandi regionali, contributi a fondo perduto per il Terzo Settore).
- Confondere il finanziamento agevolato con il fondo perduto. Il grosso della misura è debito allo 0,5% da restituire: va costruito un piano economico-finanziario che regga il rimborso. Il fondo perduto (5–20%) è solo la ciliegina.
In sintesi
- Cosa: Imprese dell'Economia Sociale (MIMIT / Invitalia), dotazione 223 milioni.
- Chi: imprese sociali, cooperative sociali e consorzi, coop ONLUS, imprese culturali e creative — su tutto il territorio nazionale.
- Quanto: investimenti da 100.000 a 10.000.000 €; copertura fino all'80% con finanziamento agevolato allo 0,5% (fino 15 anni) + quota bancaria; contributo non rimborsabile dal 5% al 20% secondo zona e dimensione.
- Come: sportello permanente, domanda via PEC a es.imprese@pec.mimit.gov.it, con delibera bancaria obbligatoria.
Fonti: MIMIT — "Diffusione e rafforzamento dell'economia sociale" (mimit.gov.it); Invitalia — "Italia Economia Sociale" (invitalia.it); Decreto direttoriale 8 agosto 2022. Dati verificati a luglio 2026. Le percentuali di contributo dipendono dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale vigente.
Domande frequenti
Chi può richiedere la misura Imprese dell'Economia Sociale?+
Qual è l'importo minimo e massimo di investimento finanziabile?+
Quanto copre il finanziamento e a quale tasso?+
Quali spese sono ammissibili?+
Come si presenta la domanda e quali documenti servono?+
Si può cumulare questa misura con altri incentivi?+
Qual è il requisito più critico da non sottovalutare?+
📥 Hai trovato utile questa guida?
Ricevi guide come questa ogni venerdì
Iscriviti gratis: nuovi bandi del tuo settore + una guida pratica nella tua inbox ogni venerdì.
Niente spam. Cancellazione in 1 click.
Vuoi salvare i bandi che ti interessano e attivare alert personalizzati?
Crea account gratuito →Altri report
- GUIDA · MEZZOGIORNOCredito d'Imposta ZES Unica 2026: la guida completa per investire al Sud
- GUIDA · GIOVANI UNDER 35La Mappa dei Finanziamenti per Giovani Under 35 in Italia: Da Dove Parto?
- GUIDA · PUBBLICA AMMINISTRAZIONELa Mappa dei Finanziamenti per Comuni e Pubbliche Amministrazioni: Da Dove Parto?
- REPORT · SETTIMANALEIntelligence Report Settimanale — 24 Aprile 2026