Bandi e finanziamenti per l'impresa femminile
L'imprenditoria femminile è una priorità del PNRR e di numerose politiche pubbliche italiane. Esistono strumenti dedicati esclusivamente alle imprese femminili — definite per legge come società con maggioranza di donne, oppure imprese individuali gestite da una donna — che mettono a disposizione contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero, garanzie pubbliche e percorsi di accompagnamento. Capire come funzionano, i requisiti soggettivi e le finestre temporali è essenziale per non perdere opportunità che possono coprire fino al 90% dell'investimento.
A chi è rivolta
Per accedere alla maggior parte degli strumenti dedicati all'imprenditoria femminile, l'impresa deve essere qualificata come impresa femminile secondo i criteri di legge:
- imprese individuali il cui titolare è una donna
- società di persone o cooperative in cui le donne rappresentano almeno il 60% dei soci
- società di capitali con almeno 2/3 di quote in mano a donne e almeno 2/3 degli amministratori donne
- lavoratrici autonome titolari di partita IVA
Sono ammessi sia progetti di nuova impresa (avvio e costituzione) sia investimenti di sviluppo da parte di imprese femminili già attive. Alcuni strumenti hanno limiti di età (under 35) o di anzianità d'impresa (massimo 5 anni dalla costituzione).
Come funziona in generale
Il principale strumento nazionale è il Fondo Impresa Femminile gestito da Invitalia per conto del MIMIT, che si articola in due linee:
- Nuove imprese: per donne che vogliono avviare un'attività; agevolazioni miste fondo perduto + finanziamento a tasso zero
- Sviluppo: per imprese femminili già costituite che vogliono investire in crescita, digitalizzazione, internazionalizzazione
Accanto al Fondo nazionale esistono:
- ON — Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: finanziamento agevolato per under 36 e donne di tutte le età
- Resto al Sud: combina fondo perduto e finanziamento per progetti nel Mezzogiorno (donne incluse)
- bandi regionali: numerose regioni (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Campania) hanno linee dedicate
- bandi camerali: le Camere di Commercio promuovono microcontributi per servizi, formazione, digitalizzazione
La fonte ufficiale primaria è invitalia.it per gli strumenti nazionali, e i portali regionali per i bandi locali.
Percorso pratico passo-passo
- Verifica la qualifica di impresa femminile: controlla la composizione societaria attuale o quella che intendi adottare. Una società con 50/50 di quote non è impresa femminile.
- Definisci se sei "nuova impresa" o "sviluppo": cambiano sia gli strumenti applicabili sia le percentuali di copertura.
- Mappa gli strumenti applicabili: confronta requisiti, agevolazioni e finestre di apertura. Il Fondo Impresa Femminile apre periodicamente sportelli — verifica sempre lo stato corrente su invitalia.it.
- Predisponi il piano: business plan dettagliato con investimenti, copertura finanziaria, conto economico previsionale e relazione tecnica.
- Registrati sulla piattaforma Invitalia (o sul portale regionale) con SPID e firma digitale.
- Presenta la domanda nei tempi del bando: alcuni sono procedurali a sportello, altri a graduatoria con scadenza fissa.
- Avvio e rendicontazione: dopo l'ammissione, hai un termine (tipicamente 12-24 mesi) per realizzare l'investimento e rendicontare le spese.
Errori comuni da evitare
- Non rispettare la qualifica per tutta la durata: se la composizione societaria cambia e si perde la qualifica di impresa femminile durante il periodo di vincolo, le agevolazioni vengono revocate.
- Considerare gratuita la parte "a tasso zero": il finanziamento agevolato va comunque restituito; il vero contributo è solo la parte a fondo perduto.
- Sottovalutare la concorrenza: i bandi per l'imprenditoria femminile sono molto richiesti; serve un progetto solido per emergere in graduatoria.
- Iniziare le spese troppo presto: vale anche qui la regola che le spese ammissibili partono dalla data di domanda o di ammissione, non prima.
- Ignorare gli strumenti regionali: molte regioni offrono bandi cumulabili con quelli nazionali — verificare le opportunità locali è essenziale.
Prossimi passi
Per iniziare:
- esplora i bandi attivi per impresa femminile sul nostro database, filtrabili per regione e tipologia
- se sei nel Mezzogiorno, leggi anche la guida ai finanziamenti per il Sud
- se stai aprendo nel settore digitale o tech, consulta la nostra guida alla startup innovativa
- configura un alert per ricevere subito notifica all'apertura di nuovi sportelli del Fondo Impresa Femminile
Domande frequenti
Cosa si intende per "impresa femminile" secondo la legge?
Sono imprese femminili: le ditte individuali con titolare donna; le società di persone o cooperative con almeno il 60% di socie donne; le società di capitali con almeno 2/3 di quote e di amministratori donne; le lavoratrici autonome con partita IVA. I criteri sono definiti dalla normativa nazionale (D.M. 30 settembre 2021).
Posso ottenere finanziamenti se la società ha 50/50 di quote uomo-donna?
No. Per essere qualificata come impresa femminile servono i requisiti minimi richiesti (60% per società di persone, 2/3 per società di capitali). Una composizione paritaria non rientra nella qualifica.
Quanto fondo perduto posso ottenere dal Fondo Impresa Femminile?
Le percentuali dipendono dalla linea di intervento e dalla dimensione del progetto. Indicativamente la quota di fondo perduto varia in funzione delle finestre di apertura e dei massimali del bando vigente. Le percentuali precise vanno verificate sull'avviso pubblicato su invitalia.it.
Posso cumulare il Fondo Impresa Femminile con un bando regionale?
In genere sì, ma con limiti: la somma delle agevolazioni non può superare i massimali del regime de minimis o degli aiuti di Stato applicabili. Ogni bando specifica esplicitamente la cumulabilità.
Devo già aver costituito la società per presentare domanda?
Dipende dallo strumento. Per le linee "nuove imprese" del Fondo Impresa Femminile è possibile presentare domanda anche prima della costituzione, con l'impegno a costituire la società entro un termine prefissato dopo l'ammissione. Per la linea "sviluppo" l'impresa deve essere già attiva.